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Master of Photography

ABOUT

È il momento di portare la passione per la fotografia a un livello superiore. Su Sky Arte si sfideranno i migliori talenti d’Europa tra fotografi amatoriali e professionisti per partecipare a una competizione mai vista prima.

Una corsa in 8 settimane e 8 episodi in cui i finalisti dovranno dimostrare a una giuria di fotografi ed esperti di fama mondiale: creatività, istinto e versatilità. Tutto per cercare il vincitore, il primo: Master of Photography.

PHOTOGRAPHERS

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Dragica Carlin

Dragica

Croata, 44 anni

Dragica Carlin è di origine croata ma vive e lavora a Londra: è un’artista professionista, una pittrice che utilizza la fotografia nel suo processo creativo.

Dragica usa spesso la fotografia per esprimere umori e sensazioni, per catturare l’energia urbana o per raccontare episodi di vita quotidiana, tanto che la fotocamera è diventata parte essenziale della sua routine giornaliera. La fotografia l’ha spesso portata a cercare di immortalare oggetti o situazioni che suggeriscono la precarietà e la fugacità della vita, spazi invisibili o nascosti e oggetti come in equilibrio nella realtà. Dragica osserva le situazioni, le persone e i loro pensieri nel contesto delle loro vite: “Cerco di capire il perché dell’esistenza di ogni cosa che mi circonda per poi catturarne l’essenza”.

Fotografare scene di vita la porta a studiare le relazioni tra il mondo metafisico e quello materiale, tra l’uomo e ciò che lo circonda; come gli scatti di una passeggiata per le strade nella zona Est di Londra, tra gli edifici industriali con i loro blocchi grigi e rossi, le facciate e le superfici che emergono nei riflessi del sole. Dragica sostiene che “la combinazione di trame, colori, luci, ombre e forme, spesso aggiunge significato a ciò che vediamo e ci spinge ad esplorare l’invisibile e l’incomprensibile”.

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Gabriele Micalizzi

Gabriele

Italiano, 31 anni

Gabriele Micalizzi è un ragazzo di Milano.

Ex giocatore di calcio e tatuatore professionista, lavora da dieci anni come fotoreporter professionista. Vive con la compagna e le due figlie, ma il lavoro lo tiene spesso lontano da casa, infatti dice: “Skype ha salvato la mia vita”.
Crede fermamente nell’importanza storica e nel potere della stampa, per questo ha allestito numerose mostre fotografiche durante gli anni. Preferisce la fotografia digitale ma è comunque interessato alla fotografia analogica. Crede nell’evoluzione di un nuovo modo di comunicare a partire da un linguaggio comune.

Gabriele è particolarmente attratto da temi politici, sociali e problematici: per questo copre spesso i teatri di guerra in Medio Oriente per varie testate internazionali. Lavora molto sui problemi sociali e sulla fotografia come racconto, cercando in particolare di catturare i sentimenti delle persone che rimangono ai margini dell’attenzione mediatica; pensa che la fotografia abbia il potere di sollevare molti interrogativi. Predilige la fotografia in bianco e nero perché crede fermamente nel suo potere iconografico.

Il suo ultimo lavoro fotografico ha seguito la storia di due preti dell’Iraq e del Kurdistan che hanno salvato degli antichi manoscritti dalla distruzione a opera di terroristi.

Il suo motto è “L’arte è l’unica prova dell’evoluzione dell’uomo”.

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Gina Soden

Gina

Inglese, 30 anni

Gina Soden è una fotografa che vive a Londra.

Dopo aver frequentato un corso di fotografia professionale, studiando con la 35 mm e con la digitale, Gina ha lavorato come fotografa professionista su una nave da crociera, girando il mondo e fotografando paesaggi e ritratti. Nel 2009, dopo essersi messa in proprio, ha cominciato a fotografare edifici abbandonati e nel 2012 è diventata un’artista a tempo pieno.

La sua personalità, all’apparenza riservata, nasconde un’indole avventurosa che la spinge a viaggiare per scoprire i luoghi più nascosti e abbandonati d’Europa.

Al centro del pensiero fotografico di Gina Soden c’è la volontà di esplorare gli edifici abbandonati per scoprire i confini della bellezza, della decadenza, della nostalgia e dell’incuria. All’origine dei suoi scatti c’è proprio l’oggetto scelto: gli edifici lentamente trasformati dall’abbandono. Nella resa delle sue fotografie Gina cerca di evitare un approccio da documentario, scegliendo invece di provare a infondere un soffio di vita alle scene, grazie a un attento studio compositivo: ogni sua immagine è frutto di una diversa idea estetica, evitando uno sguardo distante e osservatore.
Tra gli edifici scelti per i suoi scatti ci sono manicomi abbandonati, scuole chiuse da decenni, ex-aree militari e centrali elettriche dismesse ai margini delle città più famose: i risultati sono di un’intensa bellezza, impattante e nostalgica allo stesso tempo. Ogni immagine è il prodotto di più viaggi: quello fisico, fatto di difficoltà di accesso a luoghi spesso vietati o relegati ai margini della società, e quello temporale, visibile nell’abbandono delle strutture immortalate.

Gina ha già tenuto diverse mostre in prestigiose gallerie nazionali e internazionali e ha vinto molti premi.

Ama viaggiare, visitare mostre ed esplorare edifici abbandonati: la sua passione per la fotografia le permette di vedere il mondo da una prospettiva unica. Il suo obiettivo è rendere ogni sua fotografia una dichiarazione d’estetica. Se dovesse vincere il premio di Master of Photography, Gina potrà superare ogni limite e realizzare i suoi sogni più ambiziosi, viaggiando ancora più lontano ai quattro angoli del mondo.

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Hongwei Tang

Hongwei

Austriaco, 23 anni

Hongwei Tang è un fotografo amatoriale che vive a Vienna.

Quando era ancora un ragazzo ha cominciato a esprimere la sua creatività e a ottenere interessanti risultati con la tecnica dei light graffiti; questi esperimenti hanno posto le basi del suo percorso futuro. Per lui la fotografia è un potente mezzo per esprimere sé stesso lavorando liberamente e sperimentando a livello concettuale; Hongwei afferma che la fotografia gli permette di trasformare le sue idee e le sue visioni astratte in realtà concreta.

Il suo lavoro si concentra principalmente sulla fotografia di viaggio e sulla fotografia sociale, con l’obiettivo di riuscire a cogliere al meglio l’unicità di ogni singola persona e della sua vita; è anche aperto però alla sperimentazione di altri stili come il minimal, l’architettura, la fotografia notturna e di strada. Come tutti i giovani Hongwei si trova perfettamente a suo agio con la tecnologia e pensa che i social media siano una grande opportunità per tutti di avere facilmente accesso a tutti gli archivi del passato.

Hongwei si ritiene una persona ambiziosa e curiosa e si dice pronto a uscire dai confini del suo mondo e a superare i suoi limiti personali. Citando Fred Herzog, uno dei suoi fotografi preferiti, “Solo poche persone sanno osservare ma la maggior parte nemmeno guarda. La fotocamera è l’appendice meno importante delle tue idee. Osservare è importante perché tu sei ciò che osservi.”

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Lanka Perren

Lanka

Francese, 39 anni

Lanka Perren è nato in Francia nel 1976.

Dopo gli studi e la laurea al Conservatoire Libre du Cinéma Français a Parigi, nel 1999 si è trasferito in Irlanda e da allora vive tra Irlanda e Francia. Lanka è stato premiato per vari progetti e per la creazione di cortometraggi documentari non narrativi: nel 2011 e nel 2013 ha ricevuto il Film Project Award dall’Arts Council of Ireland per un progetto cinematografico. Ha lavorato inoltre a vari lavori fotografici e cinematografici, come la realizzazione di quattro brevi film per The Lives of Spaces Exhibition (2008), finanziato dall’Irish Architecture Foundation per l’undicesima edizione della Biennale di Venezia. La sua passione per la fotografia è cominciata tre anni fa, ma Lanka ha già sviluppato uno stile caratteristico, improntato principalmente al fotogiornalismo e all’editoria.

Dice di amare l’energia creativa potenziale della fotografia e di cercare di tradurre un’idea in un’esperienza visuale in ogni suo singolo scatto. Lanka preferisce la fotografia digitale perché vuole vedere immediatamente il risultato del suo scatto, anche se ritiene l’analogica una forma più genuina di fotografia. Preferisce scattare con luce naturale anche se lo trova più difficile da controllare. La sua fotografia si concentra molto su progetti sociali come “Closed Wounds”, un suo lavoro sui bambini abbandonati nell’Europa dell’Est.

Lanka considera la fotografia un modo di esplorare la realtà e al contempo di lasciare un segno, per questo ama viaggiare e fotografare persone e posti non convenzionali. Se ne avesse l’opportunità gli piacerebbe fotografare le case di riposo e le persone che le abitano: pensa che finirci un giorno sarebbe un incubo e proprio per questo l’ha scelto come luogo ideale per esplorare i concetti di solitudine e isolamento.

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Laura Zalenga

Laura

Tedesca, 26 anni

Laura Zalenga è una ragazza del sud della Germania.

Prima di decidere di diventare fotografa freelance ha studiato Architettura a Monaco. Anche sua sorella ha inclinazioni artistiche e studia canto lirico: entrambe ci tengono a sottolineare quanto siano felici che i genitori appoggino sempre le loro scelte.

Nel tempo libero Laura lavora con i rifugiati e si batte per i diritti degli animali: il suo obiettivo è introdurre questi temi nella sua fotografia e - anche su piccola scala - sensibilizzare l’opinione pubblica. La fotografia è diventata la sua più grande passione perché le permette di raccontare storie ed esprimere emozioni. Laura pensa che non ci sia complimento più bello di quello di chi afferma di rimanere commosso dalle sue fotografie.

Si considera una persona molto esigente con sé stessa e mai soddisfatta del proprio lavoro ed è per questo che reputa Master of Photography una grande possibilità per crescere e imparare dagli altri.

Gli autoritratti sono un tema ricorrente nella sua fotografia. Laura crede che passare del tempo con sé in questo modo sia una grande opportunità per trovare, comprendere e accettare sé stessi. Questo è molto importante per lei perché crede che per portare agli altri pace sia necessario prima essere in pace con sé stessi.

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Marta Lallana Garcia

Marta

Spagnola, 21 anni

Marta Lallana Garcia è nata nel 1994 in Spagna.

Dopo aver frequentato la Scuola d’Arte di Zaragoza, ha scoperto l’amore per la fotografia studiando cinema all’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona.

Solitamente scatta in digitale, ma allo stesso tempo è molto interessata alla fotografia analogica. Apprezza particolarmente l’atmosfera che la pellicola riesce a donare alle immagini e la affascina la sfida di poter catturare un unico momento irripetibile.
Nelle sue immagini troviamo spesso persone impegnate a vivere la propria quotidianità e il suo stile è basato sulla naturalezza e la spontaneità, per questo preferisce ritoccare le proprie immagini il meno possibile.
Marta ama imparare nuove tecniche da sperimentare, ma il suo obiettivo principale è sempre quello di mettere emozione nei propri scatti. Ama viaggiare e si lascia spesso ispirare dalle persone che vivono e lavorano nei luoghi che visita. È particolarmente affascinata dalle persone e dalla cultura asiatica e russa e spera di iniziare a breve diversi progetti in queste aree.

Durante Master of Photography, vuole semplicemente impegnarsi a scattare le migliori immagini possibili mostrando la sua grande passione per la fotografia durante le puntate. Definendosi ancora una neofita, quello che desidera di più è mettere alla prova le proprie capacità, far crescere le proprie conoscenze e scambiare idee con gli altri fotografi.

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Mary Stuart

Mary

Italiana, 30 anni

Mary Stuart è nata e cresciuta a Roma, in Italia.

La fotografia per lei è una vera e propria cura, una forma di art therapy. È sempre stata una ragazza solitaria e quando la madre le ha donato una fotocamera ha scoperto che la fotografia la aiutava ad esplorare il mondo, dando corpo alle sue idee attraverso la lente; perciò ha lasciato la Facoltà di Legge per dedicarsi completamente alla fotografia. La sua fotografa preferita è l’italiana Federica Erra.

Mary predilige i ritratti e le fotografie in notturna e lavora spesso con i treppiedi per sfruttare lunghi periodi d’esposizione. La sua fotografia si ispira molto ai dipinti di Edward Hopper: soggetti urbani, cupi e melanconici, di lettura immediata.

Si considera una persona molto competitiva e spera di affrontare nuove sfide durante Master of Photography. Mary adora l’Islanda e sogna di portare avanti un progetto fotografico sull’isola.

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Neal Gruer

Neal

Scozzese, 30 anni

Mezzo scozzese e mezzo ghanese, Neal Gruer si considera una persona creativa.

La sua passione per la fotografia è cominciata quando aveva 18 anni e sua nonna gli ha regalato una fotocamera digitale. Dopo aver studiato Legge e aver fatto pratica per anni come avvocato a Londra, Neal ha rinunciato alla carriera ed è tornato a Glasgow per dedicarsi a tempo pieno all’arte.
Preferisce considerarsi una persona creativa piuttosto che usare il titolo di “artista”. Vorrebbe semplicemente condividere le sue passioni con gli altri, dato che ama esplorare diversi ruoli artistici: suona il violino, recensisce film e sta scrivendo un romanzo. La sua passione principale rimane però la fotografia.

È cominciato tutto quasi per caso all’età di 7 anni, quando è stato incaricato di scattare le foto di famiglia durante le vacanze; negli ultimi 23 anni si è concentrato molto sul tirare fuori la personalità dai suoi soggetti. La storia dietro ogni fotografia è fondamentale per Neal: è importante trovare bellissimi dettagli comuni alle persone, nonostante le loro diverse culture. Neal usa principalmente fotocamere digitali, ma è affascinato anche dalla fotografia analogica.

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Rupert Frere

Rupert

Inglese, 35 anni

Rupert Frere vive e lavora a Londra.

Nel 1997 si è unito all’esercito come autista e nel 2007 è stato trasferito dagli artificieri per diventare un fotografo. Nel 2008 si è laureato in Defence Photography presso la Defence School of Photography di Cosford, diventando quindi un fotografo professionista della British Army. Da quel momento ha lavorato all’estero, andando per ben tre volte in Afghanistan: ha lavorato per 4 anni con la 16 Air Assault Brigade e per 3 con la Surveillance Reconnaissance Wing; attualmente serve nella Houshold Division a Londra.

Ha ereditato la passione per la fotografia da suo padre, che lavorava per Ilford Film e ormai questa è parte del suo essere. Le sue foto non sono mai un semplice reportage: riuscire a catturare l’emozione di un attimo fugace in mezzo a situazioni altamente pericolose richiede una notevole dose di passione e coraggio. L’emozione è l’ingrediente più importante della fotografia di Rupert, che ama sperimentare angolazioni inedite per cogliere il punto di vista di quelli che sono in missione con lui. Per Rupert ogni giorno è un’avventura: si sente incredibilmente fortunato ad avere il suo hobby per lavoro, a poter lavorare circondato di persone eccezionali in situazioni travolgenti e ad avere il pieno supporto di sua moglie.

Rupert ama fotografare le persone nel loro ambiente e trova che siano il soggetto più affascinante in assoluto. La sua forza come fotografo sta nella costante ricerca di nuove tecniche fotografiche e di idee di scatti.
L’ultima volta che ha avuto paura? Da non credere: il giorno in cui è stato chiamato a fotografare Sua Maestà la Regina Elisabetta II e quest’ultima gli ha detto che per lei la foto era venuta troppo scura.

Descrive sé stesso come una persona appassionata, divertente e resistente. Nel 2015 ha vinto la British Army Photography Competition e ora vuole far veder al mondo di cosa è capace quando è armato di fotocamera!

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Sebastian Siebel

Sebastian

Tedesco, 42 anni

Sebastian Siebel è un fotografo professionista e un tecnico luci che vive a Berlino.

A 12 anni ha ricevuto dal padre la sua prima fotocamera e dai 16 anni ha cominciato a prendere la fotografia sul serio, studiandola a scuola. La fotografia è stata amore a prima vista, nato durante l’ora di arte e vivo ancora oggi: ora ha fatto della fotografia il suo lavoro, un modo per esprimere sé stesso, scoprire il mondo e fare i conti con la realtà.

È molto eclettico, vivace e di ampie vedute; dato che è fotografo e regista, ha molte idee personali che si rivelano spesso particolarmente interessanti. Vede questa sfida come un modo per stimolare la sua creatività, perché potrà confrontarsi con situazioni che altrimenti non capiterebbero nella sua vita di tutti i giorni. Ha lavorato con molti fotografi contemporanei famosi e influenti, come Peter Lindbergh, Ralf Mecke, Mario Testino, David Bellemere, Glen Luchford, Annie Leibovitz e Martin Schoeller; al di là delle sue esperienze di lavoro si ispira molto ai lavori di Gregory Crewsdon e Jeff Wall. Con le sue fotografie Sebastian cerca sempre di condividere la sua personale visione delle cose e di cercare i segreti nascosti nel mondo visibile.

Ama viaggiare per il mondo, scoprire nuovi posti e ha una passione smodata per la musica, in particolare per il punk rock e il rock n’ roll; per questo gli piacerebbe fotografare David Yo dei Jesus Lizard, il più grande frontman del rock di sempre, secondo lui.

Master of Photography è per Sebastian una chance per portare la sua fotografia a un nuovo livello e riuscire ad allestire una grande mostra personale. Crede che oggi ci siano troppe persone che fotografano senza sapere cosa stanno facendo: alcuni creano il loro stile e hanno qualcosa da dire, altri no. Per lui solo il primo gruppo è interessante.

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Yan Revazov

Yan

Russo, 35 anni

Yan Revazov è nato vicino al Mar Nero, in Russia, nel 1980.

Ha studiato alla Scuola di Danza del Bol'šoj di Mosca, diventando ballerino professionista. La sua carriera l’ha portato a vivere spesso in diverse città in giro per il mondo, come Parigi, New York, Vienna e per un certo periodo anche in Germania. La sua passione per la fotografia è cominciata quando aveva 9 anni e ha trasformato la sua cameretta in una camera oscura. La sua prima foto l’ha scattata sul Mar Nero, la prima volta che ha visto la neve, immortalando dei cigni che scivolavano sulla superficie ghiacciata del lago. La sua prima fotocamera è stata una Zorky, una copia della Leica trovata in casa e probabilmente appartenuta a suo padre.

Mentre lavorava come ballerino professionista, era solito scattare fotografie durante le performance, sul palco e dietro le quinte. Da quando un infortunio l’ha costretto a lasciare la danza è diventato un fotografo a tempo pieno: la fotografia ora vuol dire tutto per lui. Dopo aver lavorato in diversi teatri e compagnie come fotografo professionista si è trasferito a Berlino dove oggi lavora, vive e ha il suo studio professionale. Ama la fotografia di palcoscenico e gli artisti sono i suoi soggetti preferiti: al momento sta lavorando sul libro “Dance Nude”. Gli piacerebbe praticare anche della fotografia subacquea e andare a Parigi o a Napoli per un nuovo progetto, anche se per lui la cosa più importante non è il luogo ma il soggetto. Sostiene che le nuove tecnologie e i social media abbiano un grande potenziale: sono come una Ferrari, è un peccato non usarla, anche se poi guidarla non ti rende certo un pilota di Formula 1!

È stato sposato con una ragazza francese da cui ha divorziato; da 8 anni convive con la sua ragazza e la figlia di lei di 10 anni.
Yan ha 5 fratelli, tutti artisti, sparsi per il mondo.

PRIZE

Il vincitore riceverà questi incredibili premi:

€150.000
Una mostra
e un catalogo